Horse Stories ‘Everyone’s A Photographer’

 

(Loose Records /Wide 2006)

Terzo album per questi Horse Stories, trio australiano che dopo il debutto ‘Travelling Mercies’ e il seguente ‘One Hundred Waves’, si affida alle sapienti mani di Pall Jenkins dei Black Heart Procession, in veste di produttore.
I tre dopo un tour con Joanna Newsom e Hayden si sono rinchiusi in studio in quel di San Diego per realizzare questo lavoro inciso per Loose records.
(Too Many People Fall For The Same) Lies è un delicato pezzo folk-rock, tra i più sostenuti dell’album e, probabilmente uno dei migliori, che sul finale ha un giro di chitarra molto Cure era Faith-Pornography (vicino al plagio a dire il vero).
Firewall poggia su un riuscito incrocio di parti vocali che potrebbero richiamare i Low e parti chitarristiche Radiohead-primi lavori.The Wheels rimette subito il buon’umore ed è una tra le cose più pop dell’intero lotto assieme alla dolcissima You Explained Away Everythin in cui arpeggiate chitarre acustiche inseguono archi, fiati e pianoforte (finale con lacrimone assicurate).
Bloody Time Of The Year sembra un pezzo che i Wilco si sono dimenticati di mettere in “Yankee Hotel Foxtrot”.
In generale l’album è comunque molto orecchiabile, la produzione è davvero ottima e notevole la pulizia del suono.
I colori sono quelli tenui di un pastello, piccoli sussurati bozzetti malinconici for a lonely heart; magari a volte rischiano di sfiorare una ‘mielosità’ eccessiva (Follow the Thames, per esempio) però tutto sommato l’album ‘regge’ bene e può essere accostato a quello di colleghi più famosi (Low, appunto, qualcosa di Sparklehorse e Mercury Rev, nel pezzo finale ma non solo).
Piccola curiosità: Burke (il leader della band) ha collaborato col vecchio Pall alle riprese di un documentario.

Voto: 8

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Autore: leonardzelig@tiscali.it