The Bid ‘A New Season For The Lovers’


(Autoproduzione 2004)

Seconda uscita per il gruppo salernitano dei The Bid. Rispetto al precedente lavoro, ci sono alcuni cambiamenti di line-up, come l’ingresso d’Erika al basso ed alle tastiere, e quello di Trusty Dagger alla chitarra ed al basso.
Il disco si contraddistingue per la capacità da parte del gruppo di non risultare mai scontato, è una frase adatta a questo lavoro come al precedente.
Rispetto al precedente episodio, in questo disco vengono riportati tre brani che già erano stati pubblicati in “Room Lovers”. Non so, se la presenza di questi brani, posti ad intervalli regolari tra ogni nuova traccia, da una marcia in più, a me sembra molto discutibile come scelta.
Fa sempre piacere riascoltare pezzi come Rock’n’Roll For A Sick Mind e 4 Seasons. Il primo brano apprende la lezione d’Oxford, la capisce e la fa propria per regalarci un tema molto bello. La seconda è di stampo tipicamente noise, vedi Sonic Youth.
W.O.W. è il brano di apertura, ed è di chiaro stampo pop, un 4/4 secco di batteria e la voce di Denise in primo piano. Anche questa volta, la sua prova è molto buona. Non posso dire lo stesso della voce di Brambo.
Si passa a Lazy Suns And The Crazy Atoms Of The Guns, l’episodio più basso del disco. Oltre il fatto è che è solo Brambo a cantare, (non c’è l’ho con lui, ma non mi piace l’impostazione personale e il suo approccio) anche la canzone è priva d’idee. Si passa confusionaramente da un riff stoner, ad una struttura garage rock, fino ad arrivare ad un finale in cui il caos la fa da padrone. Insomma in questo episodio la band si ritrova impreparata, in un genere che non è proprio il loro. Da rifare/rivedere.
Alla quinta traccia troviamo Are You Sure Nw? parte con un giro di basso, voce distorta e si parte verso i territori del punk. Questo pezzo scivola senza particolari scossoni fino alla conclusione e con la chiara intenzione di rispettare gli schemi prestabiliti. Forse si poteva cercare, come in alcuni brani presenti, di esplorare altri territori. Il pezzo risulta alla fine banale, non colpisce. Cosa strana per questo gruppo da cui si può e ci si deve aspettare di più.
Dopo la presenza del solito brano pari, si passa alla conclusiva Another Theft, un brano di chiaro pop elegante, in cui riecheggiano le lezioni dei primi Radiohead, Coldplay e tutto il brit-pop di stampo chitarristico. Questo brano è la naturale chiusura del disco perché è un’altra bella canzone che si va ad incastonare nei primi posti della produzione del gruppo salernitano. Anche in questo ep l’art-work è molto curato, anche se la copia in mio possesso è a fotocopie.
Buona la prova dei The Bid, anche questa volta. Per una maggiore crescita personale ed artistica cercherei di affidare la produzione a qualcuno di esterno alla band, almeno per fare un confronto. Aspettiamoli alla terza prova, dove sono certo ci sapranno stupire nuovamente.

Per Contatti: thebid@tiscali.it

Voto: 6

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Autore: jeff_grace@tiscali.it