Violet Indiana ‘Russian Doll’


(Bella Union / Wide 2004)

La prima cosa che viene spontaneo fare appena si è finito di ascoltare il disco sono i complimenti alla Bella Union, etichetta nata di recente che continua a non sbagliare un colpo (a proposito non lasciatevi sfuggire i Departure Lounge, vero fiore all’occhiello della label). Poi secondariamente, ci si accorge che dietro al nome Violet Indiana si nasconde una vecchia conoscenza: Robin Guthrie dei Cocteau Twin, coadiuvato dalla dotata cantante Siobhan De Mare. E’ proprio alle decadenti atmosfere dei Cocteau Twin, virate però con un‘immediatezza indie pop, che richiamano le dieci tracce di Russian Doll. Melodie sontuose che vanno a incastonarsi con classe nei raffinati arpeggi di Guthrie, per poi fluttuare in quella dimensione eterea e sospesa tipica delle uscite 4AD. Spessissimo richiamano i Belly di Tanya Donelly (Never Enough, New Girl, Touch Me), delle volte invece sembrano una versione più accessibile dei My Bloody Valentine (Beyond The Furr e Close The World). Fascinosissima comunque la voce di Siobhan. Le canzoni pure. Unico appunto lo si potrebbe rintracciare in quella ripetizione dello stesso mood, che si ritrova in tutti i brani. Ciò tuttavia non costituirà una novità o un problema per chi è avvezzo a frequentare il catalogo di Guthrie. In ogni caso un bel dischetto.

Voto: 8

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