Teenage Kicks Volume 8

Storie Di Pop In Questa Calda Estate.

 

 

 

 

 

di Michele Benetello

THE LUDES – She Was Just A Girl mCd (Double Dragon) Pare che gli isolani impazziscano per questi mocciosetti, ci siamo dunque approcciati pure noi alle due tracce del singolo con un padiglione auricolare ben disposto e l’altro vieppiù restio a dare credito sulla fiducia. Ne esce un pasticcetto tra ska, punk 77 e indie nerboruta. Poca roba, invero, quando la title track avrebbero potuto farla anche i ragazzetti della parrocchia mentre se avessero osato comporre una cosa come Your Dog Don’t Bark avrei crocefisso un gatto sulla porta della loro sala prove. Non trovandoci nulla di trascendentale spero solo d’essermi imbattuto nel pezzo meno pregiato dell’ancor striminzito catalogo.
www.theludes.net

VERSUS – Versus Ep mCd (autoproduzione) molto, molto meglio gli sfigatissimi Versus, da tempo in cerca di uno straccio di contratto, che in queste due tracce almeno dimostrano di saper comporre una canzone decente, pur omaggiando stilemi non originalissimi, quando lo spirito di certo rock alternativo yankee dalle chitarre welter aleggia in I Can’t See The Light e feromoni Pearl Jam si librano nella liturgia Recognize Me. In Media Stat Versus.
www.versus-vs.com

DRINKME – We Don’t Wanna Go Ep mCd (autoproduzione) Wow, ogni tanto del malsano rock and roll i Sudditi di Sua Maestà riescono a vergarlo con decente talento. Attitudine 70es e corse chitarristiche nel power pop della gustosa title track, (ottima per i club), scampagnate Bolan e rifferama ‘77 in Do You Wanna Get High?, mentre nelle tre tracce bonus svetta un gran intreccio elettrorock (tra Elastica, Lush puttanesche e Bis) con apice nei demo di Manifesto e Dad’s A Killer. Non saranno la salvezza dell’industria inglese (nemmeno i Muse lo sono, no?), ma 20 minuti di puro divertimento ed eccitante casino scorrono volentieri.
www.drinkmeonline.co.uk

VV.AA. – Sally/Mistress Split 7” (Bearos) Contro: Necro Doom dalle colate laviche, liriche inintelleggibili, urla sguaiate, grottesca paraphernalia ultra metal. Pro: delizioso vinile rossonero. Mi chiedo cos’abbia convinto la Bearos (in genere affacendata su tutt’altro panorama sonoro) a dare una possibilità a questi tamarri. Groooaaaaarghhdhfhdoitgritjgprtjpkj!
www.bearos.freeserve.co.uk

VV.AA. – Roger/Electroluvs Split 7” (Stolenwine) Se split dev’essere, almeno che abbia della materia grigia…Ottima la scelta della Stolenwine di dare una chance a due giovani formazioni che del pop elettronico hanno fatto il loro mestiere. Di Electroluvs vi esorto a razziare l’intero catalogo, essendo doppio misto davvero dotato che ha in qualche modo anticipato di almeno due anni le intuizioni dei Raveonettes (da ascoltare almeno il Balti EP, coraggiosamente passato in un foglio gemello quando nessuno puntava una fiches su questi scozzesi) e che qui danno ulteriore dimostrazione del loro talento mischiando prodromi Human League a sciabolate di rock sintetico in N.S.D. con una voce very Ian Curtis; più di maniera il tenue pop digitale di Roger, che in Hand In Motion riporta in auge fasti che furono di Visage (quelli di Tar, non quelli di Fade To Grey) e Blancmange.
www.rogerpeople.com
www.geocities.com/xstaticrecords/electroluvs/
www.stolenwine.co.uk

VV. AA. – Meets Guitar/Taunus Split 7” (Bearos) Giusto per dimostrare che la Bearos ha ben altre frecce in faretra oltre al nauseabondo split di poco sopra, arriva anche questo leggero manufatto. Taunus è un progetto di due buskers berlinesi, giunti solo ora all’esordio e pronti a disquisire di folk e instrumental music con variegato uso di fingerpicking, banjo e harmonium, come dimostra con magniloquenza la garbata suite di Festa. Ottimi e delicati per serate in veranda, attorniati dalle zanzare e dal bourbon. Meets Guitar invece è l’alter ego di Gavin Baker, figuro solito accompagnare Billy Mahonie e i Jet Johnson nei loro pellegrinaggi discografici. Anche qui folk music, schegge di post rock e uggiose atmosfere per palati umbratili. Per due volgarissime sterline ve lo portate via…
www.bearos.co.uk

MISTY’S BIG ADVENTURE – I Am Cool With A Capital C 7” (Awkward) Fiati e ottoni a dar groove fratelli! La comune (sono in 9!) Misty’s Big Adventure gioca col pop, con lo swing, con cadenze reggae, con la Two Tone, con Cab Calloway e ci delizia con un solare quadretto estivo dal refrain contagioso. Schioccar di dita e squillar di trombe per questa più che piacevole sorpresa. Ottima anche Mulling It Over, lato b dalla dolcissima eleganza e dall’incedere ragga. L’aver poi come spiritual guidance una certa Erotic Volvo non può che renderceli simpatici.
www.mistysbigadventure.co.uk
info@awkward-records.co.uk

SCATTER – Surprisin’ Sing Stupendous Love Cd (Pickled Egg) Dice bene la press sheet allegata: a rimembrar di Glasgow è facile sovvenga la pioggia battente, i Josef K, la Postcard, Belle And Sebastian…Insomma, degli intimisti quadretti inclini a virare sovente sul grigio spinto. Gli Scatter invece, pur provenienti dal polo scozzese, possiedono i colori dell’arcobaleno dentro i propri strumenti. Che sono archi, ottoni, bassi, ritmi, cellos, trombe, banjos…Un’orchestra di suoni e pastelli che prende dalla tradizione per ritrovarsi immersa in verdi campagne rurali. E’ un disco in cui subito un che d’antico e felice affiora tra le zampogne di Orbling per poi passare alle dissonanze jazz come se Sun Ra benedisse dall’alto (National Magic). E poi trombe a barrire, bossanove scalze, glutei tzigani, ombelichi abbonzati, festoni baldacchini e saltimbanchi. Ma anche equilibri post dalle guance paffute in Adventure Equation, una rurale stratificazione sonora, per finire alle musiche etniche (Go Down Joe Downey Part 1) e alla lunga e spossante Confused Dialectic dove, in 15 minuti, oscillano suoni d’oriente su corni andini. Un plauso alla miscela dunque, anche se dei decisi tagli (sonori e di minutaggio) avrebbero giovato non poco, dacchè giungere alla fine di questa giornata in campagna è davvero spossante.
www.pickled-egg.co.uk

CLOSER – Gossip mCd (Adorno) La Adorno è un’ottima etichetta scozzese avviluppata al moderno indie rock: uscite calibrate, scarsi mezzi e un gran entusiasmo nella persona del solerte Peter. Si punta molto da quelle parti sui Closer, band che fa dell’incrocio tra il nuovo power pop e le meteore UK del biennio 1997/1998 (qualcuno ricorda i Midget?) la propria forza d’urto. Insomma, punkettino di velluto e dalle mani pulite, ove gli steroidi hanno alto peso specifico. Ha poca grana Gossip nei solchi, dove in tre tracce ci si imbuca in un fiero anonimato.
www.adornorecords.com
CloserTheBand@aol.com

VV.AA. Rock Mess Monsters Cd (Adorno)…Siccome lungi da me il voler fare quaquaraqua e giocare al tiro al piattello, sono andato a dare un paio di giri di lettore uscendone con l’esortazione (per voi) di cominciare a scrutare il catalogo della Adorno partendo dalla raccolta in questione. Sia per aver una visione quanto più possibile ampia del rooster sia per l’effettivo valore sonoro dell’opera. E’ un sampler ottimamente assortito, ove si possono udire 21 gruppi dalla variegata identità sonora: si va dai Closer di poco sopra alle divagazioni oblique di Mercury Tilt Switch e Macrocosmica; dal sopraffino art rock di Lapsus Linguae al nerboruto pop dei Degrassi; dai riflessi Radiohead degli ispirati Julia Thirteen ai bellissimi Stapleton (che pop! E che scoperta!); dai torridi riff degli Huckleberry e Fighting Red Radar ai singhiozzi post dei Laeto finendo con i Dendrons (apice pop nella deliziosa Suffocate) e con le sorprese Deleter e Solus. Fatevi sotto.
www.adornorecords.com

STRIP MUSIC – Desperation mCd (Playground) Me li ricordo bene gli Yvonne. Calarono anche in Italia, circa tre anni fa per un tour assieme a Six By Seven e International Noise Conspiracy. Ricordo anche la pessima figura che fecero, stritolati tra le macchine poc’anzi citate e indecisi in una miscela che univa Suede, glam e pop da stadio. Insopportabili, a dirla tutta. E con delle belle facce da schiaffi in sovrappiù. Poi sparirono. Due di loro (Henric De La Cour e Christian Berg) tornano oggi con gli Strip Music i quali si abbandonano a loop psichedelici dall’afflato romantico, come degli Spacemen Three immersi in moderni Echo And The Bunnymen. Desperation è una struggente traccia imbevuta di riverberi e popedelie. Ottima. Come pure è di buona grana anche Yeah, Right sulla falsariga della title track, ma privata dal groove.
www.stripmusic.tk
www.playgroundmusic.com

THE FADES – Social Misfits mCd (Genepool) Tratto dall’album omonimo, in giro in Inghilterra da un paio di settimane, i Fades schiaffano un robusto singolo di muscolosa indie che fa mordere la polvere a Hot Hot Heat e danzerini rock assortiti. In vendita per sette giorni (ma disponibile – gratis dal loro sito – voleste scaricarlo) Social Misfits scarica tutto il suo potenziale bellico su un refrain azzeccato, delle chitarre ultra cool e un drumming potente. Vi ritroverete a cantarlo. E a gettare dalla finestra Vines e Mando Diao.
www.thefades.co.uk
www.genepoolrecords.com

VV.AA. Little Planets In The Wires Cd (Slow Graffiti) Avevamo parlato degli intensissimi Polanski giusto la volta scorsa, issandone i due singoli alla sommità della nostra playlist. Ci pareva dunque sacrosanto approfondire il rosario della Slow Graffiti con altri grani, andandone a spiluccare un sampler recentemente edito. Che i tipi dell’etichetta abbiano un’idea particolare di pop lo si evince subito dal superbo omaggio dei Roger che, in Tears For The Journey (Roger Vs. Boys Of Scandinavia Remix), entrano in laptop ertici, incuneano bassline funky e tengono un sotterraneo mood toccante. Ma è comunque un bell’abecedario inoltrarsi nelle spire di Little Planets In The Wires, dall’Emanuelle che in Seven Steps rimane scalza su vellutate trame acustice spalmate su drum machine, agli stessi Polanski, pronti a dar corpo ad ulteriori disegni sonori dall’alto Q.I. in Whilst Others Journeyed South. O ancora il black lap(pop) dei Saprotroph e quello ancora più oscuro di Lord Bear & Wiseacre. Chiudono in bellezza gli Evils con una Arbusto Energy dai fuochi fatui e gli Eskimo di Zero99. Raccolta che troverà parecchi estimatori tra tutti quelli che in cuor loro cercano una utopica osmosi tra Sigur Ros, Aphex Twin e King Crimson.
www.slowgraffiti.com

XEROX – Xerox Ep mCd (autoprodotto) Giunto in queste cassette postali per chissà quali vie traverse, gli Xerox (che, a naso sono strettamente legati da vincoli con i Drinkme) dimostrano – seppure nel breve formato di un Ep – una buona padronanza del formato canzone. Sono originali, hanno già in testa e nei polpastrelli una minima produzione e sanno calibrare perfettamente acustico ed elettronico. Sanno scrivere, chiaro…e Lo dimostrano nei meandri di Submission, dove affiorano dei Pulp oscuri ed electro; o in Candytime (dei Massive Attack brit pop?), o ancora in Hypnotised, quasi dei Cure house finalmente liberatisi del ciccione.
Sorry, no address.

THE PLEASED – Don’t Make Things Cd (Big Wheel Recreation) Non si è mai visto (e udito) che gli americani vadano a sfidare e combattere gli inglesi – con esiti peraltro ottimi – nei loro territori sonori. Piuttosto il contrario, a voler dare ascolto alla storia. Invece, da qualche mese, sembra che il miglior pop inglese, quello dal DNA altolocato, con tutti gli attributi al posto giusto (anche gracilino, a dirla tutta) giunga dagli Stati Uniti. Una British Invasion al contrario, insomma. Prima gli Interpol, poi Elefant (dei quali scrivemmo qualche mese fa e che oggi Morrissey ha personalmente scelto per farsi aprire le date a Los Angeles), Stellastarr*, Ponys, Telecast. E ora The Pleased. Ognuno con le proprie impronte digitali, ma tutti con gli occhi rivolti al Tamigi. Riverberi, spleen virato glam (tra Suede e Smiths), Echo & The Bunnymen e Geneva, arpeggi, i La’s, fronzoli Creation e drumming Mancuniano. Gli elementi ci sono tutti, ma è vieppiù chiaro che se non sai scrivere un pezzo, puoi chiamare anche Phil Spector ma non cavi un ragno dal buco. Non è il caso dei Pleased fortunatamente, più che disinvolti nel coniugare new wave e brit pop come ultimi tempi comandano. Ecco quindi di volta in volta bolle Interpol (If You Can Afford It); Manchester (We Are The Doctor); I Signori Rossi (Already Gone) e un sufficiente desiderio di originalità (Wake Up Instead; Never Come Home). Non tutto è perfetto, certo, come dimostra la fiacca ed eunuca Oh Canada ma Don’t Make Things ha grazia e personalità, sa cambiare tempi al momento giusto, gioca con i ricordi ma guarda anche avanti, facendoti passare un’ora abbondante di disinvolta uggia adolescenziale. Anche se ormai non riesci più ad abbottonarti i pantaloni e ti svegli ogni mattina con i capelli che ti salutano dal cuscino.
www.bigwheelrec.com
www.thepleased.com

THE APE DRAPE ESCAPE – The Fracture Clinic Ep mCd (Irrepressible)
THE APE DRAPE ESCAPE – I Am The Uniform mCd (Irrepressible)
Partiamo dalla fine, ovvero da quei due brani che andranno a formare il nuovo singolo (previsto per fine estate) di questi terroristi simil-Monkees provenienti dalla gelida Sheffield. I Am The Uniform è rock and roll come mai te l’aspetteresti dal polo siderurgico che fu culla di Cabaret Voltaire, Clock DVA e Human League, dacchè si viaggia tra Cramps, P.I.L. e Man Or Astroman? Congregation Changed ha invece follie e bizzarrie post punk su telai da dance obliqua. Ci si accosti con curiosità dunque anche al precedente Fracture Clinic Ep, dove i sei pazzoidi (look da porno cartoon tra Sigue Sigue Sputnik e Pop Will Eat Itself) danno libero sfogo di pazzie sonore: pare davvero d’udire Lydon intinto nei Fall in They Told Me My Name Was Spelt Incorrectly, o del garage/romo (passatemela questa, grazie) in Heartburn Heartattack, degli attacchi da Totally Wired in Broken e un astruso refrain zeppo di caos e blues in This Is. Furiosi.
www.theapedrapeescape.co.uk
irrepressible@lycos.co.uk

THE NEW RHODES – I Wish I Was You mCd (Moshi Moshi) Prendete degli Smiths metallici, immergeteli dentro degli Interpol cosparsi di calce, shakerate, aggiungete spezie telluriche e una gran quantità di melodia. Avrete i New Rhodes, superbi bambocci bristoliani che non indugiano in leggere movenze elettroniche ma si rifanno al caro vecchio pop chitarristico, ove la title track si gonfia a dismisura in un anthem tra New York e la Liverpool di qualche anno fa, e il demo della deliziosa She Said No corrobora le nostre orecchie. Magari non saranno The Next Big Thing, ma è dura non pronosticare deciso avvenire, soprattutto dopo così vulcanico debutto. Benedice Moshi Moshi, etichetta tra le più interessanti degli ultimi tempi (cfr. i fantastici Bloc Party).
www.newrhodes.com

THE FEVER – Ladyfingers/Glamorous Life 12” (Kemado) L’etichetta più interessante attualmente è forse l’americana Kemado; rooster non vastissimo ma dalla qualità eccelsa. Dopo i mirabolanti Elefant arrivano The Fever a strappare la sommità delle nostre classifiche grazie ad un intragante compendio sonoro che isola Rapture, i Devo, nostalgie Studio 54, discomusic, p/funk e sciabolate di synth memori dei Cabs d’annata. Potrebbe essere di moda, ma hanno poco da spartire con gli intellettualismi di Tch Tch Tch o le battute 4/4 dei Rapture. Ladyfingers è un botto da mille megawatt che non potrà non fare vittime nei dancefloors grazie ai singulti Freedom Of Choice in abiti Bush Tetras, mentre Glamorous Life mesce funky angolare e vocalità Virgin Prunes a bollenti zolle Liquid Liquid. Enormi anche i tre remixes.
www.kemado.com
www.thefeveronline.com

THEKOKOON – Independent Cd (autoprodotto) Poveri TheKokoon, costretti ad autofinanziare ogni passo della loro parabola artistica visto che nessuna etichetta (eccetto la statunitense www.magnatune.com) è disposta a sborsare un centesimo sulla loro musica. Che non è manco male, ha forse solo l’unico torto di non essere hype e coccolata dai media. Credevano di poter cambiare l’ordine delle cose i due Kokoon (Danyx e Dirk) abbandonando Berlino per far stanza a Londra. Così pare non sia. Eppure discrete intuizioni affiorano nei 10 brani di Independent; forgiati su chiare matrici elettroniche ma dalla forte impronta canzonettistica, quasi degli Eyeless In Gaza riveduti e corretti sotto un’ottica contemporanea. Si ascoltino le iniziali Calling e Face, ad esempio (ma anche Erase) per venir catapultati nel mondo degli Associates di Perhaps, o River che tanto sa di Eurythmics. Rivedo comparire per un’attimo lo spettro di formazioni quali Endgames o SidewayLook, e mi trovo a pensare che qualche appunto ai due virgulti andrebbe fatto…Se non altro per il minutaggio, spossante, quando invece cesoie decise avrebbero giovato alla causa. Un paio di singoli di prova sarebbero stati consigliabili prima di sbattere tutta questa carne al fuoco. Poi. Poi, all’ennesimo sbadiglio, e in prossimità di chiusura del televoto, arriva a strappare un moto di stupore il deciso incalzare di Dawn, e la catarsi di Tied, tra new wave, psichedelia umbratile e pop 80 che avrebbe dignitosamente potuto usufruire di spiccate velleità commerciali. Techno pop, dunque, con chitarrine uggiose e medio voltaggio. E dunque porte sbarrate fino al prossimo giro di boa.
Office@thekokoon.com
www.thekokoon.com

ELECTRONICAT – 21st Century Toy Cd (DiskoB) Se i nordici sanno impastare pop e garage, i transalpini da qualche anno si sono specializzati nell’electro. La gloriosa DiskoB ha annesso da subito il progetto Electronicat, progetto dai mille volti sonori ove si cozza con glam digitale (Tonight), spiriti Suicide/Cabaret Voltaire (Frisco Bay, una Nag Nag Nag per il 2100), mentre è del rock and roll anni cinquanta a sulfureggiare maligno sui grooves digitali della title track, e delle distorsioni electro ad avvampare sui fumi di Experience e Till I Die o sugli orgasmi Rev/Vega della splendida Baby You. Ci si calma nei meandri slow di Whenever You Want, in Santerelle o addirittura nel buonismo dell’onomatopeica Birds Want To Have Fun prima di trovar degna chiusura con Amour Salè, nient’altro che una Tainted Love in salsa davvero sozza.
www.diskob.com

RED EYED LEGENDS – The High I Feel When I’m Low Cd (GSL) Formati da Chris Thomson (ex Circus Lupus) grazie all’innesto di un ex Silverback e di altro paio di sfoderati niente male in quel di Chicago qualche tempo fa, Red Eyed Legends è un treno pronto a sferragliare su binari art rock perigliosi dove, seduti nella stessa carrozza, giacciono il giovin Mark E. Smith, i Neurosis e qualche vecchio spirito dub. Più adatti alle fetide cantine di N.Y. che alla ventosa Chicago post, come da subito si capta nelle due versioni di Hamlicus, ove la Indoor spezza corde e distorsori e la Super Indoor viaggia su dell’ambient malata. Le follie vere cominciano con Locked In, con i bastardi deliri della title track e il post punk di Here’s To Being Beautiful. Grezzume new rock per band superba. Russ Meyer invaghito del Pop Group e dei Rapture in uggia dance suonerebbe così.
www.goldstandardlabs.com
GetGSL@aol.com
Peter@skyscrapermedia.net

TRAP2 – Low Without Sound mCd (autoprodotto) Paiono di già sufficientemente smaliziati i Trap2, segnalati dalla stampa tra le band più interessanti ancora in cerca di contratto. Caparbio brit sound con debiti Gomez e rimembranze Stone Roses (la title track), incipienze Charlatans e rifferama con più d’un debito ai The Music /e dunque ai Led Zeppelin). Nulla di epocale, ma un discreto quarto d’ora sapientemente muscolare che – con più carattere e meno derivazioni – potrebbe renderli ghiotti.
Mike@trap2.net
www.trap2.net

LANSING-DREIDEN – Fall Themes mCd (Kemado) Ancora Kemado con i freschi di contratto Lansing-Dreiden, fuori con due singoli dei quali trattiamo Fall Themes, due tracce dove i connubi si fanno coraggiosi: Fall MMIV è stralunato e lungo incrocio tra Depeche Mode e schegge My Bloody Valentine, polvere di new wave e reminiscenze shoegazer che incroceranno Cure e New Order in salivazione indie. Lo sfumare nel melmoso effluvio di Fall MMIII itera le già brillanti intuizioni fatte di drum machines e stratificazioni vocali. Interessantissimi.
www.lansing-dreiden.com

ART BRUT – Formed A Band mCd (rough Trade) Quant’è che Rough Trade monopolizza il rock indipendente del pianeta? 28 anni? 30? Dai tempi di Scritti Politti e Metal Urbain ben pochi sono stati i buchi nell’acqua di Sua Maestà Geoff Travis. Certo il suo peregrinare è stato talvolta tutt’altro che facile, ma ancora oggi non difetta del suo quid da re Mida; fanno fede gli Art Brut, ultima meraviglia del sottobosco albionico. I più smaliziati potranno obiettare come Formed A Band sia puro Fall style riveduto con scorie hard, belligeranza indie e chitarre steroidee. Epperò sarebbe questione di lana caprina, visto che il confrontarsi con la materia dei sommi maestri non è da tutti. Ne escono a testa alta gli Art Brut, anzi altissima, e lo dimostrano anche nelle vetrioliche irruenze di Bad Weekend.
Art rock? Art Brut!
www.art-brut.co.uk

RUMPUS – Rumpus Ep Cd (autoproduzione) Ancora Sheffield alla ribalta. Dopo l’ottima sorpresa Yamaguchi, recensiti nel numero scorso, tocca a questi Rumpus, titolari di un 6 tracks ep (più video) nel quale si distaccano nettamente dai canoni cittadini. Rumpus ha in uggia steccati digitali e/o rock and roll e pare voler planare su prateria Primus e steppe Fantomas, non disdegnando nemmeno del jazz pustoloso disegnato con massiccio uso del distorsore. The Biochemist; The Woods e Night Puke lo dimostrano. Feeling Something pare incrocio tra Nirvana e Muse in cura da E.L.&P. (!!) mentre The Park sibila virtuosismi per un Ep interessante seppure tutt’altro che immediato.
http://www.andytrigg.pwp.blueyonder.co.uk/rumpus/

BLOC PARTY – Banquet mCd (Moshi Moshi) Titolari di uno dei debutti più efferati degli ultimi mesi (quel She’s Hearing Voices emesso in sole 500 copie bruciate in un attimo e che batte su incudini e martelli tra punk, electro, Cure e wave obliqua) i Bloc Party giungono all’accasamento sull’interessantissima Moshi Moshi con un altro pezzo di materia gorgogliante. Banquet scalpita di new wave ferruginosa, Rapture privati del groove disco, batteri e batterie dal fuoco incrociato e maligni gargarismi Robert Smith. Pure Staying Fat non se la cava male nel suo pericoloso assalto di art rock alieno. Incredibili!
www.moshimoshimusic.com
www.blocparty.com

 

Teenage Kicks Playlist
BLOC PARTY  Banquet
THE FEVER Ladyfingers/Glamorous Life
ART BRUT Formed A Band
MISTY’S BIG ADVENTURE I Am Cool With A Capital C
DRINKME We Don’t Wanna Go Ep
THE NEW RHODES I Wish I Was You
THE FADES Social Misfits
STRIP MUSIC Desperation
VV.AA. Little Planets In The Wires
REDEYEDLEGENDS – The High I Feel When I’m Low