Valina / Sicbay + indie rocket tours

90daymen, chevreuil, us maple



VALINA (AUSTRIA) + SICBAY (USA) European Tour

GIOVEDI’ 12 FEBBRAIO Fano (Pu)  @ Bachelor
VENERDI’ 13 .FEBBRAIO Milano @ Conchetta
SABATO 14 FEBBRAIO Mirandola (MO) @ Acquaragia
DOMENICA 15 FEBBRAIO  Roma @ Init


I SICBAY (
http://www.sicbay.com ) da Minneapolis/St.Paul, USA incidono per Skin Graft Records prima ( http://www.skingraftrecords.com )  e 54°40′ or Fight Records ( http://www.fiftyfourfortyorfight.com ) poi. Suonano un “Frenzied Challenge-Rock Melodico” e sono Nick Sakes (Ex Dazzling Killmen, Colossamite), Ed Rodriguez (Gorge Trio, Ex-Colossamite, Ex-Iceburn), Dave Erb. Si ispirano a Polvo, Colossamite, Pixies, Wire, Kerosene 454, 31Knots, Jawbox, Hurl, Minutemen, Faraquet, Pitchblende Si sono Formati nel 1999 a Minneapolis (Casa di  AmRep Records, Husker Du e Prince), che ha formato il loro suono potente e dolce/amaro. Combinando la storia dei suoi membri fondatori Nick Sakes, Ed Rodriguez con lo stile chitarristico di Dave Erb, il risultato è un’amalgama di tempesta, melodia e zucchero. All’inizio del 2003 Ed Rodriguez ha lasdciato la band per trasferirsiin California, dove adesso suona con i Flying Luttenbachers. Ha preso il suo posto l’amico di vecchia data e batterista straordinario Greg Schaal.


VALINA ( www.trost.at/valina  )  ” . “Vagabond” è un secondo full lenght. C’è anche un primo, che a dirla tutta è a tutt’ oggi difficilmente reperibile (se non dalle loro mani), dal titolo bizzarro: “Into Arsenal of Codes”. “Vagabond” invece, questo molti lo sapranno, è stato registrato da Steve Albini. [ … ] a Chicago. Ce n’è, a Chicago. “Vagabond”, al di là delle questioni relative a registrazione e produzione, è tutto e solo quello che ho ascoltato durante il mese di Luglio. Dopodichè, “Vagabond” è un album di bellezza desueta, una stella sfavillante nel cielo della musica indipendente europea che in pochi hanno saputo ammirare in tutta la sua lucentezza. Ecco allora, la vedo nitidamente, la bocca del lettore che dice: “eeeh, mamma mia, addirittura!!!”. Eh sì, addirittura, non scherzo mica. “Vagabond” è, nelle parole di chi per primo ha tentato di dirmi cosa ne pensasse per confrontarsi con le mie opinioni, “un grande mix di un sacco di cose che ci piacciono”. Frase che coglie lo Spirito puro, se posso dire. E non che sia un guazzabuglio senza senso della roba che uno in effetti ascolta sul percorso della propria vita e che poi va ad evacuare nella sala prove, cosa che fanno tutti, abbiamo fatto tutti; proprio per niente. Sapete cos’è “Vagabond”? E’ il potere bearsi di melodie inusuali e trasversali che originano nell’ universo musicale indie sin dalla sua nascita (se ce n’è stata) senza essere distratti dal tappeto musicale intricato e decisamente math al quale sono inerenti; ed il potere bearsi di strutture ritmiche manipolate, frantumate, altamente tecniche senza essere distratti dalle melodie alle quali sottendono. A quanto io mi ricordi, questo con i Don Caballero non era tanto facile farlo. Anche se i Valina, buttato lì di sfuggita, i Don Caballero potrebbero ricordarli per molti versi. Eppure “Vagabond” non è un album decostruito, non più di tanto; ed il suo impianto è lontano anni luce dalla tradizione noise alla quale molti lo hanno ricondotto. “Vagabond” ad un disco degli Shellac non ci si avvicina neppure più di tanto, per dire. Mancano i suoni, quelli più pesanti. Per quel che riguarda gli Slint poi, figuriamoci, niente a che spartire… le schede informative delle band sono decisamente delle puttane. “Vagabond” potrebbe essere piuttosto un album Gern Blandsten, forse addirittura Jade Tree. Ma anche qui, in pochi sarebbero stati in grado di contestualizzarne l’ originalità nell’ ambito del recinto dei rispettivi “profili” di produzione; ci sarebbe voluto il coraggio che hanno più spesso, se non sempre, le etichette che nell’ ambito indipendente sono “più indipendenti”. Discorso un po’ contorto, se vogliamo; il fatto è che a me suona parecchio. “Vagabond”, per cercare di farvelo intendere, è un album di musica di levatura, ma che non per questo manca di approcciare il vostro udito con educazione: quando sa che l’ eccessiva preparazione tecnica è ad un centimetro dall’ ostentazione, sterza bruscamente e si fa easy per non farvi perdere l’ attenzione; quando invece vi sorprende troppo distratti attiva Claus (batterista, divinità) e vi da un pizzicotto cortese per ricordarvi di mantenere gli accendini ben ficcati nella tasca, chè i tempi degli accendini sono lontani e la musica ha spesso bisogno della dovuta concentrazione. Nel senso che “Vagabond”, al contrario di una pletora di dischi di catalogo Touch&Go, ci tiene parecchio a farsi capire, è quello che vuole; e però allo stesso tempo non desidera affatto essere preso sottogamba, poiché quella è una abitudine popolare: e se a “Vagabond” gli si dice pop, lui risponde “I say horsehead under your blanket”. Quindi attenzione. Diciamo pure, oramai è il caso, che “Vagabond” è un essere umano, una persona, ed io me ne sono innamorato follemente; mentre invece i Valina sono esattamente quello che in questo periodo della mia vita io vedo come “la band ideale”. Poi chiaramente i gusti sono quanto di più magmatico esista e le opinioni vanno e vengono con i tempi… ma questo molti lo sapranno.”   GIORDANO SIMONCINI -STEWEY’S STAR #4

Recensioni su Blow Up, Rumore, Kathodik,  intervista fiume su STEWEY’S STAR #4 il più grande magazine indie italiano dai tempi di Equilibrio Precario
(3000 copie di tiratura)

 

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CHEVREUIL EUROPEAN TOUR


+ HONEY FOR PETZY

GIOVEDI’ 1 APRILE Fano @ Bachelor + HONEY FOR PETZY
VENERDI’ 2 APRILE Roma @ INIT + HONEY FOR PETZY
SABATO 3 APRILE Pescara @ indie rocket festival + HONEY FOR PETZY (SWISS) + NED (FRANCIA)  + NEW BLACK (USA)

DOMENICA 4 APRILE tba

LUNEDI’ 5 APRILE  Faenza @ Clan Destino

MARTEDI’ 6 APRILE @ Tba  

 

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Giovedi’ 26 Febbraio @ CODICEABAR -PESCARA Dahlia Schweitzer (USA/BERLIN)


electro-clash performance di una pin up trash gestrice di un locale berlinese


DATA CONFERMATA materiale promozionale qui: http://www.dahliaschweitzer.com/presskit/index.html ore 22.30


 






With one foot in Berlin and the other in Manhattan, Dahlia Schweitzer is an artist, performer, and personality constantly serving up what’s now, what’s new, what’s next in the worlds of music, editorial, photography, and nightlife.

Unlike her contemporaries, Dahlia takes a “creative director” approach to her work — hosting exclusive events at which her music is performed, her photography exhibited, and her writings … she combines punk do-it-yourself ethics with the multimedia all-angles-covered relentlessness of a commercial brand


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BULBUL (AUSTRIA) Trost records  www.trost.at/bulbul  





BULBUL è un noiserocker austriaco di talento. su questo ononimo disco rinverdisce i fasti dei BIG BLACK d’assalto e squadrati di metà anni ottanta. soprattutto quelli dei primi ep, ma anche un  album monumentale quale songs about fucking, sembrano essere una discreta fonte di ispirazione per il chitarrista. Listen Ok, Yallow sea me, Luna G., Oh Mosquito, aprendo spesso al jammin jazz, seppur contenuto nei recinti assordanti d’ suon madre arcigno, fan si che l’opera risulti godibile anziche tetragona. Se potete immaginare un LP della Chcago di Naked Raygun, Effiges, e Big Black, quasi del tutto mondato dagli insulti vocali e sciolto dai ranghi strumentali serrati a testugine, bene … allora siete pericolosamente vicini allo svelare quel torbido enigma del rumore cui fa fede il nostro BULBUL. (7) Massimo Padalino – Blow Up – NOVEMBRE 2003

Austrias noiserocker extraordinaire Bulbul deliver their masterpiece with the new self titled cd. They came a long, exciting way. It started as a one-man band when Moussi Bucy, outfitted with guitar and drumcomputer, metalplates and vacuum cleaner noise-thunderstorm charmed with melvins-like heavy guitars and a 600g handmade steelcover. The next step was more mellow, accompanied by two fine jazz reeds (of Trio Exklusiv fame) for the live gigs. The wild result of the recent line-up (with FuckheadÕs/Wipe OutÕs ddKern on drums, bassist derhunt and sound-engineer ollmann): mighty, improvisational noise-driven rock. Especially live they mix their energetic songs with howling electronical bits to an overwhelming soundadventure. Special joy for the vinylfreaks: 10 different screen printed covers with – again different colours and backsides. The cd has 10 different covers to choose from, too. The impressing artwork was done by viktor kšnig (schrattenberg) who worked with Bulbul on various projects.



26 feb Faenza @ Clan Destino
27 feb Milano – Ancona – Tba
28 feb Modena @ Ekidna 
29 feb Pescara @ Kabala
01 mar Tba
02 mar Roma @ Tba
03 mar roma Tb

04 mar Sicilia – Palermo @ I candelai
05 mar Sicilia – tba
06 mar Sicilia – Catania @ Area#1
o7 mar Lecce @ Tba

 

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90 Day Men > Domenica 14 marzo @ Pescara Kabala jazza club

 


AGF > Venerdi’ 19 Marzo @  Pescara (Data Da Annunciare)

E’ atteso per il prossimo 29 Marzo su Quecksilber il terzo disco di Antye Greye Fuchs (Laub), in arte AGF, a pochi mesi dall’acclamato Westernization Complete per Orthlong Musork. Language Is The Most conterrà brani presentati dall’artista tedesca in occasione della scorsa rassegna Ars Electronica, festival di arte digitale pi prestigioso in ambito europeo, completamente riarrangiati e ri-registrati negli studi di Berlino dalla stessa Fuchs.


Xiu Xiu > Domenica 18 Aprile @ Pescara – Ecoteca


 

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LIQUID LAUGHTER LOUNGE QUARTET (GERMANIA) Flight 13 / Cargo / Ritchie Records www.lllq.de 

I LLLQ sono una band tedesca, innanzitutto. I LLLQ sono anche una di quelle band che un giorno chissà come, pura casualità, le vai a vedere dal vivo a scatola chiusa. O meglio, a ruota di un flyer assai singolare che li aveva definiti come “DavidLynch soundalike”. Che uno pensa, “ma come fa un disco a suonare come un regista?”: sarebbe quantomeno il più bizzarro fenomeno sinestetico pensabile. Soprattutto, mi ricordo di aver rimuginato “dopo Amore Del Tropico voglio proprio vedere come si organizzano questi qui…”.[ … ] Sicchè d’ improvviso questi LLLQ, questi crucchi, hanno iniziato a suonare. Il set lo ricordo come molto particolare: tantissimi strumenti, chitarra contrabbasso percussioni sintetizzatore molto altro; vocalist con il microfono illuminato, primissimo dei richiami agli intenti del già citato flyer (non so se il lettore ricorda la scena di Blue Velvet in cui Dean Stockwell canta in una lampada…); tempistica morbosamente dilatata, infinitamente dilatata, liquida. Manco a farlo apposta. Ed io lì, perso nella musica sin dalla prima nota, a speculare su ciò che stavo ascoltando. Tant’è che pochi giorni dopo sono riuscito a procurarmi tutta la discografia del gruppo in questione e l’ ho passata in rassegna tre volte. Se mi chiedete “perchè tre?” io ovviamente non so rispondere. Così. Uno mica deve avere sempre tutti i perchè, nella vita. Ho comunque appurato che l’ album migliore (la band ha alle spalle tre full lenght, qualche singolo ed il dieci pollici del quale si pretende di parlare qui) è quello “rosso”, il self titled. Del quale però non vale la pena narrarvi, poichè l’ ultimo lavoro in studio è “Was the pleasure…”, (e noi qui si tenta nei limiti del possibile di occuparci solo di roba nuova), che è anche la cosa più “sperimentale” creata dalla band durante la sua carriera, sebbene tutti i tratti distintivi essenziali delle precedenti produzioni siano anche qui sotto perfetta luce. I LLLQ sono grossomodo un gruppo ossessivo e nella musica e nel pensiero. Le loro storie sono noir, omicidi, amori malati, apparato concettuale vagamente deviante, “surrealismo americano” (ancora Blue Velvet). Dico questo nella piena coscienza di quanto sia forzato aggettivare con “americana” la proposta sonora di una band crucca, e dunque più europea tra le europee; e me ne frego anche, se vogliamo fare i pignoli, poichè è semplicemente così che stanno le cose. Nella musica dei LLLQ trovano il loro posto tutte le idee che sono state, prima di chiunque, di Angelo Badalamenti, una per una capillarmente, muovendo dalle chitarre surf per giungere agli slow fumosi di cui presumo tutti sappiamo, sempre all’ interno del grande disegno di straniamento sensoriale (di cui presumo tutti sappiamo) che è poi quello che ci si dovrebbe sentire in grado di definire come “abituale” con riguardo al grande compositore. Badalamenti, non i crucchi. Il nuovo diecipollici dei LLLQ è dunque più che altro tutto questo, anche se in una forma che ambisce ad essere new edition se così si può dire, e che mantiene fermi i presupposti e vi fa ruotare attorno songwriting e paranoie del caso. Bisogna aggiungere che quando, come si assume, contano più le suggestioni della musica di per sè – che qui non è il messaggio pur essendo il medium – al voler ottenere il clima desiderato cooperano partiture assai differenti tra loro, che arrivano ad avere in comune la lentezza e poco altro quando non si voglia usare come unico termine coagulante quello di “atmosfera”; che appunto è sempre la stessa. “Was the pleasure…” propone infatti anarchicamente e con eccessivo coraggio un piatto assai misto: blues, surf, ballate, nenie, qualche volta addirittura psychobilly… lo psychobilly di un quarantacinque giri fatto girare a trentatrè, per essere precisi. Se mi si dovesse chiedere cosa penso del risultato finale, non esiterei a sottolineare in prima battuta come la band riesca a perseguire esattamente quello che vuole, di traccia in traccia sistematicamente. Ma sul valore musicale, o anche sull’ innovatività del lavoro (che poi sono molto spesso due facce della stessa medaglia), conservo ancora – a buon diritto – qualche piccola riserva. Credo che la cosa più ovvia da fare sia indicare i LLLQ a chiunque cerchi musica ambientale che funga da adeguato sottofondo alle proprie inquietudini; al contrario, tutti coloro che antepongono la lucidità critica alla paradigmatica figura del nano che balla dinanzi ad un fondale di tende rosse, preferiranno senz’ altro dirigersi altrove. (STEWEY’S STAR #4 – Giordano Simoncini)


(David Lynch like sounds with rockabilly, blues) “The Liquid Laughter Lounge Quartet plays cocktail music, a bitter-sweet liquid concoction that sticks in your throat leaving an aftertaste that is somewhere between pretty and pretty ugly. These four gentlemen of Freiburg borrow, alienate and counterfeit country and western, Rockabilly, an immense blues rendered with austere arrangements and an emotive and often hysterical voice. Anyone who finds themselves thinking about David Lynch films has hit the nail squarely on the head. With upright bass, drums. guitar a voice and a suitcase stuffed with sounds, Liquid Laughter Lounge Quartet are just as much a part of the furniture as the dilapidated sofa in the corner at The Heartbreak Hotel. And, the music matches the decor: pretty but also quick to unsettle and in places somewhat divergent and diffused, its contours washed smooth in deep swathes of red and blue. Ghosts whisper to rockabilly skeletons; this sotto voce country and western accompanied by a besotted Brian Ferryesque refrain. The far-flung and two-left-footed tango receives a jolt and a wry blues shuffle is danced until the glasses become stuck to the tabletops. The ice has long melted and the drink now tastes more bitter than sweet- just like the memories. Lyrics about angels, drugs, strange neighbours, forgetting and disappearance are morbid yet tender. The songs often hang in the air in much the same way a photograph from better days hangs on the wall.”



gio 08 aprile Trento @ Angi Pub 
ven 09 aprile Venezia / Treviso TBA
sab 10 aprile Faenza @ clan destino
dom 11 aprile Pescara @ Kabala Jazz Club 
lun 12 aprile Marina di Gioiosa Jonica (RC) @ Blue Dhalia
mar 13 aprile Palermo @ TBA
mer 14 aprile Giarre @ CPG              
gio 15 aprile Vittoria @ La Mangiatoia   
ven 16 aprile Bari @ TBA 
sab 17 aprile  TBA
dom 10 aprile  monza  @  Libreria Acustica TBC


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INDIE::ROCKET::FESTIVAL


in collaborazione con: RADIO CITTA’ – SCREAMADELICA MUSIC STORE – ASSOCIAZIONE CULTURALE GRAMMOPHONO ALLA NITRO – COLLETTIVO PLUS


PROGRAMMA: Sabato 3 Aprile Luogo da Annunciare CHEVREUIL (Math Rock Duo Francia) HONEY FOR PETZY (post rock Svizzera) NED (indie rock Francia) NEW BLACK (PunkRock NewWave USA) Domenica 4 Aprile Luogo da Annunciare ON THE MIGHT OF PRINCES (emo hardcore) , Long Island NY, USA, REVELATION Records LAURA VEIRS, (avant folk) Seattle, USA, BELLUNION Records VELMA, (post rock electro-acustico) Lousanne, Svizzera DIANOGAH USA (post rock con ex The For Carnation .. prodotti da Johnn McEntire)


INFO: 3382591834 Paolo www.8records.net/rocket


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THE PLAYWRIGHTS (U.K.) Rock su SINK AND STOVE recs BELGIO www.theplaywrights.co.uk

Sono di Bristol, UK, Sono  Aaron Dewey e Benjamin Shillabeer. Suonano un maestoso e angolare art-rock con una forte impronta pop. Il Settembre  2003 ha visto uscire il loro terzo singolo intitolato ‘the national missing person’ dal loro debut album ‘good beneath the radar’. Nelle loro influenze si ritovano “the smiths, the cure, the auteurs, xtc, talking heads, pixies, pavement, fugazi, tortoise, hood, the sea and cake”. In una scura quanto ottimistica collezione di melodiche ma sperimentali  chitarre pop,
paragonate ai contemporanei  interpol, british sea power, karate, q and not u, the delgados, pinback, the notwist and radio 4. ‘good beneath the radar’  è stato universalmente acclamato dalla critica e incluso nel “John Peel’s pick of the month.” Peel ha anche premiato il primo singolo della band come ‘television in other cities’


08 april fano @ bachelor

11 april monza (mi) @ libreria custica

 

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MIKROWELLE

leipzig – germany.



after  a sucsessfull tour trough Switzerland and germany the Louie Austen of Electro-Surf-Trash and former bass player of THINK ABOUT MUTATION: MIKROWELLE * Dj Grape/(Conne Island/ VelocitySounds) are looking for free dates in your club.

13 maggio @  faenza Clan destino TBC
14 may pescara @ Pescara TBA  
15 may roma @ TBA

On his debut “TWANG BOOM TSCHAK.PENG! are wellknown Insto hits like “Tequila”, “Secret agent man”  or ” Ghost rider in the sky” an down pieces more unusual and partysuitable recorded on his Fender-Guitar, a vocoder and div. synthesizer.. The album is released by Exile on Mainstream Records / EFA ( cd) and Kamikaze Records (vinyl).

The press voices:

” that’s electro.surf-trash pure and blows up all of our BANZAI! Judgement criterions!”
(BANZAI!   # 9)

” Partyalbum of the month at least! ”
(SONIC SEDUCER)

”  TWANG BOOM TSCHAKPENG! Is funny, is intelligent and innovative entertainment and full of relish mad. ”
(VISIONS # 120)

” With shure hand the producer joined a phantastic plucked guitar and beatBox sounds and mutant vocoder- or completely synthesized voices together – in a calm moment all this arises in a funny kind to comiclikely true cowboy romance. But MIKROWELLE can also  really crash and bang, then LINK WRAY meets JON SPENCER”                
(WHIRLPOP.DE)

” Who doesn’t likes MIKROWELLE is thick.”       
(MUSIKEXPRESS)  

Iin a few brief words: here twangs the guitar, the drumcomputer is knocking, the synthesizers are twittering and a robot invites to dance.


More information:
http://www.mikrowellenreiter.de

prelistening:
http://www.velocitysounds.de/php/out.php?pid=27&sub3

 

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U.S. MAPLE (USA) Ruminance / WIDE tour europeo a Giugno

Le città indicano la zona geografica, ma non ci sono date confermate, quindi fatevi sotto …

giov 3 Nord
ven 4 Modena
sab 5 Roma
dom 6 Napoli
lun 7 Sicily >
mar 8 Sicily >
gio 9 Sicily >
ven 10  sud
sab 11 centro nord
dom 12 nord

 

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ON (USA/FRANCIA) DSA


 

12 Maggio @ Monza (MI) – LIBRERIA ACUSTICA

13 Maggio @ Ferrara – MUSARC

 

Steven Hess -Chicago- Batteria

Sylvain Chauveau -Parigi- Chitarra


Ennesimo progetto per Sylvain Chauveau (Arca, Micro:Mega), l’artista francese della FAT CAT RECORDS, pubblica su DSA (Disc de les Soil et de L’Acier) un disco di calma improvvisazione con il percussionista americano Steven Hess (Chicago). Il nome collettivo del gruppo sarà ON e il progetto sarà missato da Helge Sten (Deathprod, Supersilent). Un nuovo tour per presentare il progetto partirà dagli STATI UNITI in Primavera e approderà in europa verso Aprile Maggio 2004.


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MONKEY ISLAND (U.K.) + ALMANDINO QUITE DELUXE (ITA) LUGLIO 2004


Garage punk blues, r’n’r surf psichedelico con ex membri di CUT e SLIM. I Monkey Island hanno pubblicato il loro debut album “More Pawns … To the Monkey God of Rock’n’Roll” nel 1996. Suonato, registrato e mixato in 13 ore, il disco fu immediatamente accolto come un classico del garage punk sia dalla stampa mainstream che underground: Metal Hammer disse “Dio buono .. grazie …” e li salutava con il loro giudizio massimo di 5 stelle. “Punk Blues carnage from the best live band in the U.K.” Stevie Chick (Kerrang, NME). L’ultimo singolo “Mussolini’s Teaspooms” è stato “Singolo della Settimana” del The Guardian e commentato: “London bests kept secret” (Sleaze Nation). Il loro stile non è atichettabile, è unico, ma sicuramente nelle loro canzoni si possono sentire John Spencer, Thee Headcoats, Black Flag, Fugazi, AC/DC, The Fall and The Bad Seeds. La verità è che il loro suono non è simile a nessuna di queste band … i Monkey Island hanno costruito da soli la propria reputazione, centinaia di concerti, due album incendiari, sei singoli memorabili….




 

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Franklin Delano



Febbraio
15 ancona – thermos
26 fano – bachelor
Marzo
06 bologna (t.b.c.) – sesto senso, w/ various guests
12 chieti – fictio
13 vasto (ch) – glam 73
17 ferrara – renfe
18 montespertoli (fi) – mulligan’s
19 viterbo – so what club
26 ravenna – barnum
Aprile
08 cagliari – (t.b.a.), w/ osram
09 lanusei (nu) – blackout
10 sassari – la dolce vita
26 mirandola (mo) – acquaragia, w/ top secret special guest
Maggio
08 aviano (pn) – velvet

 

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