The Creatures ‘Hai!’

(Sioux Records-Artful Records/Audioglobe 2003)

Susan Janet Ballion – in arte Siouxie Sioux – è una delle protagoniste della musica inglese ed internazionale almeno dal 1976: icona indiscussa di un periodo convulso e ricchissimo di forti personalità, fin dalle leggendarie giornate del 20-21 settembre del già citato anno – quando i Siouxie & The Banshees esordirono al “100 Club” di Londra con il non ancora Sid Vicious alla batteria, pare con tre ore di prove alle spalle – saprà sublimare l’estetica “punk” in album intrisi di umori gotici e sostenuti da una classe interpretativa senza paragoni (sostenuta per lunghi periodi, è giusto accennarlo, anche da amici fidati come Robert Smith dei Cure). Dal settembre 1979 il batterista della sua formazione è Budgie – già nei Big In Japan e nelle Slits – e i due sono anche i responsabili di questo progetto, The Creatures, che dal 1983 ha portato questa coppia a registrare tre raccolte di brani in giro per il mondo.
Questo ‘Hái!’ è il frutto dell’incontro dei due musicisti – ancora ben conservati, almeno a giudicare dalle immagini del DVD annesso all’album che documenta il primo atto dell’incontro al vertice percussivo fra Budgie e il furibondo percussionista Leonard Eto, il 19 agosto 2002 (anche se Siouxie non si fa mai inquadrare in primo piano) – con l’ambiente giapponese, specialmente con il già nominato “Taiko drum master” Eto (è uno spettacolo vederlo suonare i “taiko” grande e piccoli, che dovrebbero essere dei tamburi bipelle a cornice tipici della tradizione musicale nipponica): ed è curioso ascoltare come gli umori musicali del Sol Levante si incrocino con l’insopprimibile attitudine “new wave” del duo (sentire l’iniziale Say yes!, ma anche l’uggiosa City Island). Specialmente la voce della Ballion emana una forza evocativa fuori dal comune – cosa che la accomuna, per esempio, ad un David Sylvian – derivata da un timbro riconoscibile al primo ascolto (sentire Around The World e Seven Tears): nella presentazione informativa si usa la definizione “shamanic chant” (per Imagoro, traccia quasi “diabolica”).
Ė inoltre assai indicativa la voglia e il piacere di suonare che emergono nelle nove “canzoni” edite in ‘Hái!’ – oltre che dalla faccia di Budgie mentre è impegnato a confrontarsi con il dinamico Eto – e che dimostrano una capacità di mettersi in gioco non scontata, dopo ventisette anni di onorata carriera.

Voto: 7

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