27 ‘Animal Life’

(Kimchee 2002)

Davvero belle le atmosfere di questa ‘vita animale’ decantata da Neil Coulon, Maria Christopher e Ayal Naor nei circa quarantadue minuti di questo lavoro uscito inizialmente in Europa per la Kimchee e ristampato in questi giorni dalla Undergroove.
Difficile operare una certosina delimitazione in quanto a stile e generi di appartenenza dato che attraverso i rimandi agli Archive di “Londinium” del brano in apertura e a una sguaiatezza folk più consona a Pj Harvey nel finale di Trouble Heart o alla candida sobrietà di voci femminili come Neko Case come nella conclusiva Cavalla, il disco si snoda lungo i binari di un mood malinconico tra dolce compiacimento e tenue angoscia del quotidiano con una varietà di sfumature davvero invidiabile. A far da padrone è una certa statica rilassatezza dei toni che riesce a far convivere soffice trip hop (la già citata No Water con i suoi bellissimi e dilatati echi jazzati), slow folk (vedi Heat Sink tra la ‘pesantezza’ dei Red House Painters e la ‘leggerezza’ degli Edison Woods) e delicata popedelia (9 Mile Burn è una profumata essenza dreampop sparsa su fisarmoniche e arabeschi elettroacustici). Adorabile la levità di Undone sospesa cantilena folk condita di fiati ed eterea voce da soave cantastorie, dolcemente coinvolgente Devil’s Play con le sue divagazioni vocali alla Joni Mitchell, insolito il morbido tribalismo pop di For An Exchange.
Consigliatissimo per primi pomeriggi con persiane in penombra, vagabondaggi notturni alla ricerca di qualsiasi cosa abbiate smarrito o a tutti coloro che volessero esplorare i possibili percorsi in grado di unire Hope Sandoval agli High Llamas.
Un gioiellino.

Voto: 7

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