The United States Of America

“THE UNITED STATES OF AMERICA”


 


autore: United States Of America


etichetta: Columbia


anno di pubblicazione: 1968


con: Joseph Byrd, Dorothy Moskowitz, Godon Marron, Rand Forbes, Craig Woodson.


 


Con un nome all’apparenza celebrativo, ma in realtà provocatorio, si svela uno di quei gruppi che, insieme a Silver Apples, Lothar & The Hand People e Fifty Foot Hose, con più convinzione ha cercato di inserire forme di elettronica primitiva in un contesto rock. Per quanto riguarda la provocazione, essa si cela in canzoni che sono fra le più politicizzate dell’epoca, con temi trattati che vanno dalla morte di Ché Guevara alla discriminazione degli omosessuali (la cantante finirà poi alla corte del ‘politico’ Country Joe). Pur fra mille ingenuità, in fondo lo spirito naif è fra gli elementi più affascinanti del disco, il genietto Joseph Byrd riesce nel suo intento mantenendosi in precario equilibrio fra fughe spaziali, voli psichedelici e delicatezze pop, e la bellissima voce di Dorothy Moskowitz, vagamente jazzy, rappresenta un contraltare perfetto al suo talento compositivo. Delicati acquerelli come Cloud Song e Love Song For The Dead Ché si alternano con brani che sembrano più influenzati dal garage, con un uso doorsiano delle tastiere, ma che subiscono pur sempre l’imprinting dettato dall’uso degli alambicchi elettronici (Hard Coming Love, The Garden Of Earthly Delights e Coming Down). Ci sono tuttavia musiche circensi, The American Metaphysical Circus, perle beatlesiane del calibro di I Won’t Leave My Wooden Wife For You, Sugar e Stranded In Time, e finanche una stramberia barrettiana come Where Is Yesterday. The American Way Of Love è infine un montaggio di arie cabarettistiche e old time music, con un finale space dove vengono ripresi, in forma distorta, alcuni temi del disco. Segnalazione d’obbligo per Richard Durrett, creatore di tutta la materia elettronica utilizzata.