The Black Keys ‘Trickfreakness’

( Fat Possum 2003 )

Grande esordio di una tostissima band di rok-blues targato Fat Possum records, il che vuol dire migliore garanzia possibile, in quanto si sa che l’etichetta di Oxford, Mississippi, è una fucina di talenti per il genere, sia per la riuscitissima riscoperta di autentiche leggende quali R.L. Burnside,Cedell Davis o Junior Kimbrough e sia per la scoperta di nuove leve votate alla musica del diavolo come questi Black Keys che tra l’altro sono solo un duo. Si proprio un duo non mi sono sbagliato: una chitarra elettrica (termine riduttivo? Ascoltate poi giudicate) e una batteria soltanto, con in più la voce dello stesso chitarrista Dan Auerback ad ultimare una sorta di garage rock-blues potente ed incisivo. Ascoltandoli i Black Keys dispensano un sound travolgente, incessante, con una chitarra e una batteria che ci assalgono dall’inizio alla fine del disco, e se poi vogliamo spendere due parole per la voce di Auerbach diciamo subito che è da bluesman navigato con tutte le caratteristiche tipiche per il genere: roca, profonda, non sempre in sintonia con gli strumenti, insomma l’atmosfera che si respira sembrerebbe quella di un live di qualche sordido Juke Joint del Delta, anzi credo proprio che le intenzioni dei due nel realizzare questo “Thickfreakness” siano state proprio queste. Tutti i brani sono sicuramente degni di nota, già da quello iniziale che dà il titolo all’album si capisce di che pasta sono fatti i nostri, le coordinate sono queste, fino alla fine. Ah dimenticavo, sia Dan Auerbach che il batterista Patrick Carney sono appena ventenni, a quest’età Robert Johnson vendette l’anima al diavolo per diventare un bluesman, che l’abbiano fatto anche loro? Comunque bisogna sempre rispettare le tradizioni.

Voto: 8

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Autore: letitrock@tiscali.net