Alterstill

“ALTERSTILL”


 


autore: John Wall


etichetta: UtterPsalm


anno di pubblicazione: 1995


con: John Wall.


 


Sono due le cose che, all’ascolto della musica di John Wall, balzano immediatamente all’orecchio: la varietà delle fonti utilizzate, dai Carcass a Anton Webern, attraverso This Heat, Thelonious Monk, John Cage… ecc., che fa tabula rasa di ogni integralismo e la loro unificazione sotto un’unica bandiera. John Wall è il figlio più rifinito dell’era dei campionatori e i suoi montaggi sono cesellati con una perfezione così certosina, da rendere nullo ogni handicap con la cosiddetta ‘musica suonata’. Un disco, questo, che chiude definitivamente la questione sulla legittimità del plagiarismo sonoro. Il percorso seguito dal musicista, che lo ha portato dal substrato industriale di partenza all’elaborazione di nuove forme classico contemporanee, è pure esso apprezzabile, così come lo è la lungimiranza dimostrata nella personalizzazione delle confezioni. Vale la pena di soffermarsi sulla contemporaneità, elemento ben individuabile nell’interscambio che Wall cerca con quella che è la più completa – e tipica – forma espressiva del Novecento: il Cinema (che a suo modo è una specie di assemblaggio raggruppante scrittura, immagine e suono). Per quanto riguarda le confezioni è il caso di persuadersi che in un prossimo futuro – per la verità già presente – in cui sarà possibile scaricare direttamente la musica via Internet e in cui sarà sempre più difficile orientarsi nella quantità esuberante di prodotti che, data la facilità e i bassi costi di produzione richiesti dal CD, invaderanno il mercato, confezioni di elegante artigianato come quella che contraddistingue Alterstill e i successivi, altrettanto riusciti, Fractuur e Costructions I-IV rappresentano il dettaglio in grado di fare la differenza.