Tricky ‘Vulnerable’

(Sanctuary/2003)

Ai tempi di “Maxinquaye” sarebbe stato difficile iniziare solo a pensare di scirvere qualsiasi commento a Tricky. Ora è più semplice?

“Vunerable” è la volontà di farsi pop. Dall’indipendenza e dall’isolamento trip-hop alla semplicità pop? Fare canzoni pop non è facile (chi ha bissato i Beatles?).

Tricky si affianca a una voce femminile (Costanza). Si trasforma, non riesce a stare fermo. Alcuni passaggi risultano troppo orecchiabili e in un certo modo ‘commerciali’ (ma cosa non lo è? Il pensiero?) alle orecchie del suo ascoltatore medio. Un disco per lolite?

I testi non son allegri. Tentativi di fuggire dalla realtà, di mutare. Le ritmiche sono standard. C’è anche una cover dei Cure (Lovecats). Insomma un po’ di tutto.

Non riesco a tirar via il disco dal lettore… che sia l’ennesimo capolavoro? Che Tricky ci abbia stregati ancora una volta?

La volontà di essere un virus, di entrare negli spot e di disorientare. Può ancora andare avanti il nostro. Farsi antimateria e stupirci con i suoi rantoli blues (‘I’m antimatter/I don’t matter […]/ I think alone/ I’m confusion’).

Perfetta anarchia pop.

Voto: 7

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