Mali Music live al Barbican Hall.

Giorno di fine marzo londinese con tinte etno-pop. Dalla nostra ‘inviata’ Francesca. MALI MUSIC – Damon Albarn & Afel Bocoum with special guest Toumani Diabate Barbican Hall 26
March 2002

Che c’entra Damon Albarn con la World Music?
Tutto ebbe inizio con la visita a Mali di Albarn, lead dei Blur e dei Gorillaz, nell’estate del 2000, invitato come ospite al progetto ‘On the Line’ di Oxfam, ‘millenium initiative wich sought to bring togheter people living in different countries on the Greeniwich meridian by celebrating their cultural differences but emphasising their shared humanity’. Albarn decise però di voler partecipare attivamente al progetto dando il proprio contributo. Partito con ben due tecnici del suono, è tornato a Londra con 40 ore di registrazione. Inserita la musica nel computer ‘ha aggiunto elementi di dub, alternative rock ed elettronica e ha scritto una favolosa nuova canzone ‘Sunset Coming on’ sul vivido ricordo della sua visita a Mali’.Ha contattato i migliori musicisti africani ed ha iniziato l’avventura che lo ha portato sul palco del Barbican.

Un’unica data per un concerto unico. Poco si sapeva a riguardo e una serie di domande girava per la testa: ‘etnica e pop?in che modo si possono mescolare due generi di musica così diversi? Cosa ne verrà fuori da questo miscuglio? Albarn cantera’? Suonerà?E come?Cosa?’. Tutte le domande si sono dissolte con l’inizio del concerto. Sul palco con uno sfondo costituito semplicemente dalla bandiera del Mali si univano presente e passato; moderno e antico. Da una parte chitarristi, bassista e gli strumenti della nuova tecnologia; dall’altra gli artisti africani, in prima linea sul palco, con abiti coloratissimi, e i loro strumenti; mentre Mike Smith, musical director (keyboards e sax) che già aveva seguito il tour ‘Parklife’ dei Blur, controllava e dirigeva il tutto.

Fin dall’inizio la musica è entrata nel sangue e lo ha fatto ribollire per un’ora e mezza. Era davvero difficile non seguire il ritmo coinvolgente; mani, piedi, teste non potevano star ferme, come trascinati da un primitivo istinto. E non era solo il pubblico a divertirsi. Albarn stesso s’è lanciato in una serie di saltelli come non faceva dai tempi d’oro dei concerti con i Blur.
Bellissime le linee del basso dub di Roberto Occhipinti (che ha fatto il tour americano con i Gorillaz) e le atmosfere create dal kora (una specie d’arpa a 21 corde) di Toumani Diabate, figlio d’arte che ha debuttato nell’album ‘Kaira’ nell’87, dal flauto di Diourou Diallo e dalla voce e dal kamele n’goni (un precursore del banjo) di Ko Kan Sata Doumbia, tra l’altro, unica donna a suonare questo strumento; affascinanti e sbalorditive la chitarra e la voce di Afel Bocoum (‘Alkibar’ con la World Circuit è il suo primo album).
Albarn invece ha deciso di suonare la chitarra e la melodica perchè, come spiega: ‘I’d just pick out the chords and the rhythms and I never played more than a four or five note sequence.[…]The melodica allowed me to be very free. It’s such an adaptable instrument. It can work as a drone and as a rhythmic instrument and as a melodic lead instrument, so its got all the bases covered.’E chitarre, melodica (alquanto ‘gorillesca’), basso, batteria emergevano senza disturbare e s’inserivano nella perfetta struttura dando un colore particolare che rafforzava e arricchiva l’impasto sonoro. Insomma, dei professionisti stavano ‘lavorando per noi’. La scaletta prevedeva pezzi che faranno parte dell’album come ‘Bamaco City’, ‘le Hobon’, ‘le Relax’, ‘Niger’ e pezzi solistici degli artisti africani che hanno eseguito a turno.
Finale con la stupenda quanto semplice‘Sunset Coming on’ che ci riporta a sonorità riconoscibili (decisamente molto ‘albarniana’), cantata da un Albarn ispiratissimo con una voce calda e profonda che trasmetteva tutta l’intensità delle sensazioni provate nel viaggio, fruttuoso per lui ma anche per noi… spiritualmente parlando.

Un gran concerto ‘promozionale’ che ha entusiasmato e infiammato tutti. Una scommessa (è un inglese o no?), quella di Albarn, di unire due culture così diverse, vinta in assoluto. Ma ormai, si sa, viviamo in una società multiculturale. Aspettiamo con ansia l’uscita dell’album il 15 Aprile -album debutto per la nuova etichetta ‘Honest Jon’s’ voluta e creata da Mastro Albarn, le cui royalties saranno donate all’Oxfam project- coscienti che si avrà tra le mani un Signor Album, coi fiocchi e contro fiocchi…e anche di più.

from London Francesca