T Sound ‘How To’

Fuori e dentro i canoni di certa techno retro-allineata troviamo questo demo di T Sound, assemblatore sonoro gravitante nella cerchia di amicizie di Jacopo Andreini.
Il cd, nella forma in cui ci é pervenuto, é composto di quattro pezzi ‘ufficiali’ e quattro bonus senza titolo.
Inizio tranquillo: sequencer e cassa dritta, arpeggi che affiorano e affogano. Piacevolmente monotoni e allineati i primi due pezzi Do-ya e Astor. Non mi viene voglia di ballare, non premo skip. Kumo mi richiama alla veglia con bassi cupi e sincopi resonanti di synth (molto) tedeschi (Lassigue Bendthaus).Suitelite é una declinazione in area progressive(?) di quanto detto prima, con tappeti che si appoggiano sulla base ritmica e danno un vago senso di torpore rilassante.
Le quattro bonus track si discostano da quanto ascoltato prima (anche se rimane comunque la base, sempre abbastanza dritta, a sostenere il tutto). Compare del parlato, campionamenti riconoscibili e spudoratamente rubati. Mi piace l’atteggiamento dimentico dell’educazione musicale alla: “e dammi qua ‘sti suoni!”. Le tracce preferite la 6 e sopratutto la 7 dove riaffiorano spudorati e riconoscibili campioni di B-52’s, il ritmo é frammentario e la chitarrina garage in sottofondo disegna i suoi ghirigori ripetitivi. Uòuòuòoo Uòuouuu. Menzione per l’ultima traccia dove dei Ministry balbettanti si sovrappongono a arie mediorientali (potrei darne una lettura crypto-demenzial-politica). Son quasi curioso di sapere che piega prenderanno i prossimi lavori.

Voto: 7

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