Chuck E. Weiss ‘Old Souls and Wolf Tickets’

Certo, se si potesse pensare ad una perfetta sintesi fra il Tom Waits dei settanta, Dr. John nelle sue parentesi più voodoo, i Blasters e Captain Beefheart, non potrebbe che venire in mente il Chuck E. Weiss di “Old Souls & Wolf Tickets”, straordinaria terza prova del musicista di Los Angeles. E straordinario penso proprio che sia l’aggettivo giusto per definire questa sapida miscela di Blues, Swampin’, Boogie pre-bellico, e Jazz d’atmosfera notturno e vissuto, dove il singolare eclettismo di Chuck E. filtra tutto in un sound potente e ritmato, in una sorta di anarchia sonora pulsante e creativa.
Il disco si ascolta tutto in un fiato ed i brani data la loro particolarità sono immediatamente memorizzabili, e riascoltandoli danno la piacevole sensazione di trovare in loro un lato nuovo che non cambia il nostro giudizio, ma fa sì che lo rafforzi, coinvolgendoci ancor di più.
Come ripeto i brani sono tutti belli, nessuno dei quali fa da riempitivo come potrebbe far pensare Piggly Wiggly o G-D Liars, che invece hanno una forte identità propria, infatti nel primo emerge un’eco da Far West distorto e lontano con una voce in falsetto che nasconde un gran divertimento e voglia di divertire, mentre nel secondo c’è uno stupendo assolo di organo Hammond in un’atmosfera soulful di rara intensità e potenza. Degne di nota anche le ballate di stampo Waitsiano come It Don’t Happen Overnight e la straordinaria Blood Alley, quest’ultima poi merita un discorso a parte per l’intensità e il senso del vissuto, con un sax che avvolge in crescendo tutto il brano rendendolo malinconico e languido. Da solo potrebbe valere il prezzo del disco. Anche il blues qui è preso per i capelli: in Down The Road Apice infatti il nostro riprende pari pari un’incisione del 1970 con Willie Dixone la sua band, con il quale Chuck E. si alterna alla voce in un duetto veramente irresistibile che termina in un fischiato a due voci che lascia quasi interdetti per il coinvolgimento emotivo che riesce a comunicare, d’altronde Willie Dixon era insieme a Muddy Waters uno dei massimi esponenti del Chicago Blues, e Chuck E. qui canta con lui, il che la dice lunga. Anche per ciò che concerne il Jazz che dire di Dixieland Funeral? Questo è Dixieland allo stato puro, un omaggio a New Orleans ed a Louis Armstrong, caldissimo, tra i più sinceri e puri che si possono ascoltare.
Da non perdere inoltre, la ciliegina sulla torta e cioè la traccia CD-ROM in cui si può vedere Chuck E. in concerto con la band in un brano di rock and roll in puro Blasters style: si tratta di Cub Scout Suit (With The Cub Cub Out, dove si può definire in una parola sola:strepitoso, sia come personaggio e sia a livello musicale. Unico, veramente unico, da ascoltare e riascoltare all’infinito.

Voto: 10

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Autore: Letitrock@libero.it