Didi Kern / Philipp Quehenberger ‘Linz’

(Shameless 2018)

Essenziale e carnivoro motorik sound lanciato a 1000 dal
vivo.
Batteria e tastiere (Didi Kern / Philipp
Quehenberger
) a darsele con elegante ferocia in quel di Vienna
nel 2017.
La loro è una frequentazione (tra live e
incisioni), che dura oramai da una quindicina di anni e questo
“Linz”, sfiamma via che è una bellezza (punitiva a
tratti).
Un agile e ostinato beat pneumatico, fissamente krauto e
pestato con graziosa foga noise/jazz/metal (tutto sull’estremo), di
stordente precisione esecutiva (a tratti sconfina in minimal-techno
da sbarco).
Le tastiere di Quehenberger, a borbottar sui bassi e
traforar di sfrigolo su roba in accartoccio, che par funk dei ’70
preso a calci sulle ginocchia (con irmleriano aplomb).
Tirano a
bestia e di spazio libero dalla pressione sonora, non ne concedono un
millimetro.
Sudore a profusione e qualche urlato, reciproco
incitamento.
Finisci stretto all’angolo, con gli occhi neri e i
due austriaci che ti strapazzano con azione impro memorabile.
Meglio
non poteva andare.

Voto: 8

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