Fauna ‘Infernum’

(Ventil 2018)

Seconda uscita per la producer elettronica viennese Rana Farahani (Fauna),
dopo il debut “D (r)” del 2012.
Ciondolamenti estatici
da club sognati in un’afosa nostalgia ottanta, bloccati sulla
tangenziale dell’oggi, a bestemmiar come merde contro l’orologio che
azzanna.
Se la soundtrack di “Drive”, a finestrino
chiuso e con l’aria condizionata che sbrezza leggera, un certo
sollievo vi arreca, diciamo che ci siamo.
Se sugli A-Ha
scherzate ma con riguardo (Lonely At The Top,
che voce femminile a parte…).
Se tutto sommato, riuscite
a non dar di matto con Hölle e tutto il suo arranco down
hip-hop (e quel poco di effetto tanto in voga oggi sulla voce), e
riuscite a smistarvi fra la buona vena Underworld di Went
Home Got Lost
(il momento
migliore di tutto il ciocco), un paio di numeri avant-pop
trascurabili e la chiusura su coordinate urbane alla “Fuoco
Assassino” di Ron
Howard
, e ancora siete
sereni, bellini, senza traccia di un minimo cruccio, per il tempo
immolato e trascurato che scorre, allora ok.
Bene.
Qualche
stato di assenza balearic-trap e corpi in pasta inclini al
sospiro.
Si balla poco in questo club.

Voto: 5

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