Steve Rouse ‘Morphic Resonance’

(Ravello 2017)

Ciò che colpisce, del linguaggio musicale del compositore americanoSteve Rouse, è il carattere deciso, risoluto, assertorio, che si manifesta in pressoché tutte le composizioni cameristiche presentate in questo bel cd Ravello. A partire dalla sonata per violino e pianoforte, dove le linee affilate e taglienti del violino scorrono all’impazzata sugli incalzanti binari ritmici tracciati dal pianoforte. Intricati incastri ritmici sono al centro anche di Form Fades, che vive anche sulla felice e fantasiosa combinazione di flauto, clarinetto, violino, violoncello, pianoforte e percussioni. Se nei tre brevi movimenti di Nevolution, per corno da caccia e pianoforte, scopriamo anche una vena lirica piuttosto originale, sempre all’interno di un contesto di grande dinamismo, più indecifrabile è la poetica che sottende le Ten Little Things, dove i frammentati ritmi scanditi dalle percussioni e le rapsodiche e virtuose elucubrazioni del clarinetto intessono un dialogo di difficile decifrazione, ma ricco di spunti e intuizioni (non da ultimo timbriche). A chiudere, un breve tango per flauto e contrabbasso, trasfigurato da essere quasi irriconoscibile nella sua radice folkloristica, ma recante chiare tracce della voce, personale e affermativa, del suo autore.

Voto: 8

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