Trevor Babb ‘Warmth’

(Innova 2017)

Un repertorio costituito da brani per chitarre elettriche multiple è quello in cui si cimenta il giovane chitarrista Trevor Babb, in un progetto che ha il suo fulcro in Electric Counterpoint di Steve Reich, brano del 1987 in cui il celebre compositore americano indaga le possibilità espressive della forma del canone, facendo interagire la dimensione live con parti pre-registrate. Il sound caldo e corposo delle chitarre di Babb esalta l’incisività delle linee melodiche e dei ritmi africani e funk, pur senza intaccare le rigorose maglie contrappuntistiche attraverso cui il discorso si dipana. Il brano di Reich funge da modello anche per le composizioni di Paul Kerekes e David Lang, costruite intorno alla ripetizione di patterns melodico-ritmici che definiscono scenari in graduale, quasi impercettibile cambiamento, operato per via di sottili scarti tematici e slittamenti armonici. Il sestetto di James Tenney, con le sue trame rarefatte, introduce una dimensione di spazialità che sarà esplorata ancor più a fondo nei brani di Carl Testa e dello stesso Babb, in cui la ricerca timbrica diventa elemento strutturante, a tratti fin troppo pervasivo. Un cd consigliato soprattutto a chi, come me, ama esplorare i confini tra i territori, qui davvero molto vicini, della contemporanea e della musica extra-colta.

Voto: 7

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