Claudio Parodi ‘Right Error’

(Migro 2017)

Un microfono che durante una sessione di registrazione s’ingrippa
emettendo l’inaspettato e l’atteso.
Un aneddoto su Thelonious
Monk
che sosteneva che in musica esistessero giusti errori.
La
digitazione di Round Midnight in linguaggio macchina/computer
(nello specifico, ASCII ottale).
L’inclusione e trattamento
dell’elemento silenzio con l’inaspettato e l’atteso di cui
sopra.
Cinque ispide composizioni minimali, strutture e rapporto
con lo spazio.
Suono/materia in scorbutica mareggiata, che
s’appropria del circostante e nei suoi rapidi, calcolati movimenti
inchioda ad esso l’attenzione.
All’apparenza imperturbabile nel
suo flusso glaciale fratturato.
Una variazione di pitch, un veloce
cambio di dinamica.
Restiamo aggrappati, leggermente straniti e
affondati, da questa vera e propria manifestazione fisica.
Suono
che si racconta gesticolando composto.
In una confezione
stupefacente (onestamente mai scorta all’orizzonte), finto CD
circuito stampato al cui interno è inserita una chiavetta USB
denudata, contenente tre formati audio:
stereo/binaurale/quadrifonico, più materiali vari fra testi e
immagini.
Un percorso narrativo fuori da ogni schema.
Materia
viva e certezze infrante.

Voto: 8

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