Ghost In The House ‘Second Sight’

(Public Eyesore 2017)

Tra passaggi che diresti revisione futuribile di umori
arcaico/rituali alla Third Ear Band (l’iniziale e serpentella
Ghost Train, la risonanza incantatoria di Innocence Walk A
Dark Path
), surreali astrazioni microtonali proiettate su fondali
alla Moondog (Metal Land Miniatures), propensi nel
combinar all’occorrenza, cameristiche dronanze metallico/aliene e
flussi di allucinatorio spoken/noir (The Dream Machine,
Doockside Discovery), pigolamenti pinguineschi, delizie
concrete e orchestrazioni strumentali da interno angusto (Warning
Signs
), sequenze da livido sci-fi movies e trattamento materiali
d’ascendenza Partch.
I Ghost In The House, concepiti
dal regista/musicista David Michalak (che
spazia fra cordame, oggettistica, temi e suggestioni), in mirabile
simbiosi con la strumentazione metallico/homemade di Tom
Nunn
, l’oboe e il corno inglese
di Kyle Bruckmann, i
riverberi etno/percussivi e l’orizzonte di gongs di Karen
Stackpole
, sono esperienza di
quelle che non se ne vedono tante in giro.
Sperimentazione
divertita, minimale, astrale e sinistra, fra radiodramma
d’avanguardia e la giusta dose di regressione infantile.
Coppini
in mirabile fermentazione.

Voto: 8

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