Patrizia Oliva ‘Numen – Life Of Elitra Lipozi’

(Setola Di Maiale 2016)

Ristampa di un nastro edito originariamente da Staaltape,
dedicato al neurologo Oliver Sacks (1933-2015), “Numen –
Life Of Elitra Lipozi”, è opera che scrolla di dosso
Patrizia Oliva (Madame P), parecchio del sentire weird
che la caratterizzava.
Sia chiaro, le evoluzioni vocali
spiraliformi, sorta di folk/blues/noir in diluizione avant/impro, ci
son ancora tutte, soltanto, maggiormente inquadrate all’interno di un
contesto narrativo, che si offre come vera e propria serie di porte
della percezione.
A tratti gassose e impalpabili (la parte
centrale di Danse Des Fantomes), a tratti, estremamente
seducenti e passionali (i velluti al neon, cigolanti di microscopici
meccanismi in movimento della succitata Danse).
Lo slancio
istintivo par decelerare, ma la capacità comunicativa ne
guadagna non poco.
Un cut-up di frammenti emozionali sospesi nello
spazio confortevole di un sogno, o, in alternativa, la fase di
raccolta informazioni che precede la costruzione/esposizione di un
sospiro.
Fra singulti, stratificazioni, click-clack di mic a
contatto, intromissioni di elettronica minimale, oggetti sfiorati,
qualche nastro trattato, registrazioni d’ambiente e il soffio di un
bawu (flauto cinese).
Ho avuto la fortuna di assister qualche
settimana addietro ad un live di Patrizia in una raccolta
location.
Un piccolo ampli con un volume da discrezione assoluta,
lei davanti, il poco e il nulla da manipolar a
disposizione.
L’effetto/sensazione/realtà (mia), che ciò
che udivo non giungesse dall’esterno, ma fosse già tutto
dentro, stipato in qualche anfratto del mio corpazzo.
Ecco, forse
Patrizia sta imparando a pigiar con maggior intensità i giusti
tasti dell’anima.
C’è dolcezza, sfinimento, il brusio dei
rami scossi dal vento e il pulsar sordo della passione (nascosta
dietro sterno e costole).
Non devi aver paura di tutto questo, si
chiama vita.

Voto: 8

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