Hans Bakker, Peter Greve ‘Lines to Infinity’

(Navona Records 2017)

Ciò che colpisce dall’ascolto di questa selezione di pagine cameristiche (per non più di tre strumenti, tra i quali a prevalere è il flauto, da solo o affiancato da pianoforte, oboe, clarinetto, violoncello) degli autori olandesi Hans Bakker e Peter Greve è innanzitutto la pregevole qualità artigianale delle loro composizioni. Entrambi si muovono in un ambito che definirei di “neoclassicismo contemporaneo”, che attinge principalmente alla tonalità e accentua gli elementi ritmici e contrappuntistici. La chiarezza di scrittura si unisce all’espressione di pensieri e emozioni private, talvolta attraverso il ricorso a spunti lirici di notevole interesse, o più in generale per mezzo di una certa immaginosa libertà nel trattare e combinare i materiali tematici e nel creare l’andamento interno ai singoli movimenti più adatto alle particolari esigenze espressive. La qualità dialogica a livello strumentale riflette una più generale urgenza comunicativa, che informa le opere di entrambi gli autori.

Voto: 6

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