Luciano Caruso / Ivan Pilat / Fred Casadei / Stefano Giust ‘Apnea’

(Setola Di Maiale 2016)

Cinque saette di suono libero riprese dal vivo in quel della Cantina Cenci di Tarzo
(Treviso) nel Gennaio del 2016.
Due sax (soprano e baritono,
Caruso / Pilat),
una sezione ritmica da sconquasso (Giust /batteria, Casadei
/contrabbasso).
Esperienza, inventiva, eleganza ed
urgenza.
Che s’apre con l’archetto di Casadei ad introdurre una
carezzevole mareggiata di cruda spiritualità free, con i due
sax che s’aggrovigliano tra cenni afroamericani e poliritmi noir
frenetici, poi rintocca un gong e gli spazi si ampliano.
Un’arcaica
contemplazione di visi e terra cotti dal sole nella pulsazione
sincronica di corde pizzicate e rantoli metallici in sferraglio
organizzato, del bop nel mezzo e nel fondo.
Ci si incita
vicendevolmente, si barrisce all’unisono in un fremito che scuote
corpo e coppino, una zuffa amichevole, di quelle che alzano polvere,
rilasciando sudore a profusione e qualche livido, poi, a colpi di
glottide, bacchette su pelli, legni e metalli, archetti e qualche
rantolo, s’individua un nuovo orizzonte da indagare/forzare, mentre
un richiamo ornitologico si vibra a mezz’aria.
Giunge da lontano e
travolge, un ciclo ritmico implacabile, figlio delle periferie del
mondo, che a tratti par quasi motorizzato nella sua deragliante
traiettoria, lampi e avvitamenti che affettano, mentre geometrie di
corde trattengono il tutto sui binari e poi a collassar di volume,
intenzionalmente, come una scia di carburante combusto che appare,
tremola e scompare nel cielo.
Puzza di tabacco, sudore e uno
gnignino di vino rosso, stremati faccia a terra in una memoria blues
fatta di una vibrazione incerta.
E che gli dici?
Niente.
Strabuzzi
gli occhi e ringrazi mentre tutto si spezza.

Voto: 8

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