Miguel A. Garcìa & Seijiro Murajama “Zashomon”

(Hybrida 2016)

Da principio un caustico brusio noise incostante, acquista prepotenza, sovrastando l’ambiente di frequenze increspate e ronzii scartavetrati; si lascia seghettare all’esterno da insistenti rintocchi percussivi, martellanti e primitivisti. Dopodiché stop, silenzio, il noise diventa materia organica taciturna, aprendosi a intrecciati spazi di micro-improvvisazione; si percepisce qualche corda sbilenca, sghembi battiti di batteria, e da una strana specie di suono fibrillante ecco sbocciare un fischio sinusoidale, intimorito a tratti da gemiti vocali, gutturali e profondi. E tutt’intono si ode un lento, compassato brulicare di improvvisata ed elettroacustica low-fi. Questo e altro ancora entra a far parte della lunga improvvisazione cucita per la nostrana Hybrida da Miguel A. Garcìa (noiser che i lettori di Kathodik ricorderanno di recente per l’uscita di “Argiope”) e Seijiro Murajama (affermato drummer nipponico che i più esperti conosceranno per aver militato sia nei Fushitusha di Haino sia in simbiosi con KK Null per diversi progetti), i quali su “Zashomon” hanno unito diverse registrazioni risalenti a precedenti concerti, in duo e in solo, che qui, uniti (il)logicamente, prendono i lineamenti di una composizione unica e profondamente eterogenea. Ascolto concreto e complesso, che riserva non poche sorprese d’impatto per i palati fini dell’improvvisata più out e di nicchia, con tanto di esplosione finale dove si può degustare uno straordinario Murajama intento ad espletare uno sconquassante e superlativo drumming il cui dna riporta ai fasti del free nipponico.
Eccitante.

Voto: 7

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